Partecipare è e resterà gratuito. Nessuna quota, nessun abbonamento e nessuna richiesta di denaro ai Custodi.
La testimonial digitale di AI Calabria

Bergamotta

È il volto digitale che porta il progetto nei Comuni, racconta i Custodi e invita ogni calabrese a lasciare una parola, una frase o una pronuncia alla memoria collettiva.

Voci dai territori Storie dei Custodi Inviti alla partecipazione
Bergamotta, testimonial digitale di AI Calabria
BERGAMOTTA TESTIMONIAL DIGITALE
Una presenza riconoscibile

Bergamotta accende l’orgoglio dei territori e lo trasforma in partecipazione

Ogni video mette al centro un Comune, una persona o un nuovo passo di AI Calabria. Bergamotta non è una semplice mascotte: è la testimonial digitale che dà continuità al racconto del progetto e rende visibile chi decide di custodire la propria parlata.

Condividere un suo racconto significa portare una nuova voce dentro l’Atlante e avvicinare il traguardo di una prima intelligenza artificiale capace di comprendere le varietà linguistiche della Calabria.

65 racconti pubblicati
Video dai territori

Bergamotta racconta AI Calabria e il patrimonio linguistico dei territori

Guardali, condividili e porta una nuova persona dentro AI Calabria.

30/09/2026

Bergamotta a Crotone

Crotone: qui c'era un proverbio: "l'ultimo dei crotoniati è il primo dei greci". E non era un modo di dire.

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Olimpiade del 576 avanti Cristo, gara di corsa: i primi sette classificati sono tutti di Crotone. Sette su sette. La città degli atleti più forti del mondo antico, dove Pitagora insegnava la matematica e la prima scuola medica d'Occidente, con Alcmeone, trasformava la cura da magia in scienza.

E poi c'è lui: Milone, sei volte campione olimpico. Da ragazzo si caricava un vitello sulle spalle ogni giorno — e quando il vitello divenne toro, lui lo portava ancora. Dicono che durante un terremoto resse da solo il soffitto della casa di Pitagora, salvando tutti.

Corpo e mente allenati insieme: l'hanno inventato qui, duemilaseicento anni fa. E la lingua di questa città è ancora in gara: falla vincere anche tu.

Dimmi: di quale Comune vuoi che ti parli?

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29/09/2026

Bergamotta a Vibo Valentia

Vibo Valentia: qui una donna fu sepolta con le istruzioni per l'aldilà. Incise nell'oro.

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1969. Negli scavi dell'antica Hipponion riemerge una tomba: sul petto di una donna, una sottile lamina d'oro con un testo in greco. Sono le istruzioni per il viaggio nell'aldilà: la strada da prendere, e la fonte di Mnemosyne — la Memoria — da cui bere per non dimenticare mai.

È il più antico testo orfico mai trovato, in Italia e perfino in Grecia.

Duemilacinquecento anni fa, qui, l'ultima cosa che si donava a chi partiva era la memoria. Noi facciamo lo stesso con le parole: incidile anche tu, non nell'oro, ma nella tua voce.

Dimmi: di quale Comune vuoi che ti parli?

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27/09/2026

Bergamotta a Caloveto

Caloveto: il paese fondato dai monaci che non dormivano mai.

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Nel IX secolo arrivarono qui gli acemeti: i "non dormienti", monaci venuti dall'Oriente che pregavano giorno e notte, a turni, senza fermarsi mai. Scavarono nella roccia le grotte — monastero, chiesa e rifugio insieme — e intorno a quelle grotte nacque il paese, che dal loro santo prese il nome: San Giovanni Calybita, il monaco del Vangelo d'oro.

E in quel monastero, nell'anno 1003, un ragazzino di dodici anni venne a studiare i testi sacri: sarebbe diventato San Bartolomeo da Rossano.

In dialetto il paese si chiama ancora Caliviti, dal greco caluvi, la capanna. Mille anni dopo, quella parola è ancora viva: tienila sveglia anche tu, come i monaci.

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25/09/2026

Bergamotta a Catanzaro

Catanzaro: la città che tesseva la seta per le corti di mezza Europa. E ha un motto scritto col sangue.

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La chiamano la città delle tre V: il Vento che arriva dai due mari, San Vitaliano il patrono, e il Velluto — perché nel Medioevo qui si tessevano sete, damaschi e broccati che vestivano le corti di mezza Europa. Tre V era il marchio di qualità, riconosciuto ovunque.

E il carattere è nello stemma: quando nel 1528 i catanzaresi resistettero all'assedio dei francesi, Carlo V in persona concesse alla città l'Aquila imperiale, con il motto Sanguinis Effusione — col versamento del sangue. Un titolo guadagnato, non regalato.

Oggi la si attraversa sul Ponte Bisantis, tra i ponti ad arco più celebri d'Europa, sospesi a cento metri sulla valle. Tre colli, due mari all'orizzonte, e un dialetto tutto suo: "u ponta e Catanzaru" lo chiamano qui e anche quelle parole sono seta da custodire.

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23/09/2026

Autunno Regino di Bergamotta

Autunno reggino, autunno d'oro,
tra l'Aspromonte e due mari il tesoro,
la vigna, l'ulivo, il bergamotto in fiore:
questa è la mia terra, questo è il mio cuore.

Se ne va l'estate, ma qui non finisce niente,
si accende una luce dorata e silente.
Tra i borghi di roccia e le valli assolate
si svegliano i riti delle nostre contrade.
Arance e limoni, mandarini a colori,
e l'oro verde che profuma gli amori:
il bergamotto, che cresce solo qua,
in nessun posto al mondo, solo a casa.

E poi la vendemmia, che festa la vigna,
da Palmi a Palizzi la gente si stringe:
la vutata de manu, l'aiuto tra vicini,
la fatica che ride tra i filari e i bambini.
A mezzogiorno tavolate all'ombra,
patate bollite e pipireddi sulla brace,
soppressata, pecorino e pane caldo,
il vino dell'annata e l'organetto che piace.

Poi si stendono le reti sotto gli ulivi d'argento,
nonni e nipoti insieme, mani nel vento.
L'olio nuovo che pizzica, verde smeraldo,
sul pane brustolato — un gesto sacro e caldo.
E i fichi infornati col cuore di mandorla,
intrecciati a crocetta come una volta:
è il dolce dell'attesa, delle feste che verranno,
il sapore di casa che dura tutto l'anno.

E se il mondo corre, noi restiamo veri:
la terra è il collante, come ieri.
Queste mani, queste voci, questo dialetto:
tramandiamolo ai figli, teniamolo stretto.

Autunno reggino, autunno d'oro,
tra l'Aspromonte e due mari il tesoro,
la vigna, l'ulivo, il bergamotto in fiore:
questa è la mia terra, questo è il mio cuore!

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20/09/2026

Bergamotta a Cosenza

Cosenza: la città con un tesoro sepolto sotto il fiume e un altro in piena vista.

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Anno 410. Alarico, il re che ha appena saccheggiato Roma, muore alle porte di Cosenza. I suoi guerrieri deviano il fiume Busento, lo seppelliscono nel letto asciutto con il cavallo e l'oro di Roma, poi rimettono l'acqua al suo posto e uccidono gli schiavi che hanno scavato: il segreto deve morire con loro. Milleseicento anni di ricerche, poeti, droni e georadar: il tesoro è ancora là sotto.

Ma il tesoro vero di Cosenza è sempre stato in superficie. Qui nel 1509 nasce Bernardino Telesio, il filosofo che sfidò Aristotele: la natura si studia con l'esperienza, non sui libri. Bacone lo chiamò "il primo degli uomini nuovi". Intorno a lui fiorì l'Accademia Cosentina, tra le più antiche d'Europa, e la città si guadagnò un nome: l'Atene della Calabria.

E camminarci oggi è camminare in quella storia: uno dei centri storici più antichi del Sud, il Duomo patrimonio UNESCO con la Stauroteca donata da Federico II, il Castello Svevo che veglia da mille anni sulla confluenza dei due fiumi. Proprio lì dove, forse, Alarico dorme ancora.

Una città con l'oro sotto il fiume e il sapere sopra. Ma il tesoro più suo è la parlata cosentina: quella non serve cercarla — basta la tua voce per salvarla.

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19/09/2026

Bergamotta a Curinga

Curinga: qui vive il Gigante Buono. Ha mille anni, e nel suo tronco entrano dieci persone.

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È il platano più grande d'Italia: trentuno metri di altezza, quasi quindici di circonferenza. Lo piantò, dice la leggenda, un monaco basiliano venuto dall'Armenia mille anni fa, accanto all'eremo di Sant'Elia — che è ancora lì, con la sua cupola di pietra, a fargli compagnia.

Nel tronco cavo per secoli si sono riparati pastori e contadini. E nel 2021 il mondo se n'è accorto: finalista al concorso internazionale degli alberi dell'anno.

Un monaco piantò un alberello, e mille anni dopo è un gigante. Le parole funzionano allo stesso modo: piantale oggi, restano per sempre.

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12/09/2026

Inno di Bergamotta alla Calabria

Le vostre parole sono diventate una canzone. Questo è l'inno della nostra terra.

Sono Bergamotta, la testimonial digitale di ai.calabria.it.

Qualche settimana fa vi ho detto cosa significa davvero la parola terrone: uomo della terra. In centinaia mi avete risposto: "fiero di esserlo".

Quelle parole oggi sono diventate musica.

Alzate il volume. E se vi riconoscete in queste note, condividetele: questa canzone è di tutti i calabresi, ovunque siano.

Inno alla Calabria

Terrone vuol dire uomo della terra. E se essere terroni vuol dire appartenere a un posto che ha insegnato al mondo i numeri, le leggi, la bellezza

Allora benvenuti in Terronia. Ci viviamo con tutto l'orgoglio che abbiamo

Non vi porto in un borgo, non vi porto in una grande città. Vi porto in un posto che Terronia chiamerò

Terronia è il posto che ti riconosce sempre, ti riconosce prima che tu scenda dal treno, sì. Anche se manchi da vent'anni, è vero. Terronia è tua madre, tua madre che ti aspetta sull'uscio, tua madre che non ti chiede mai il viaggio com'è andato

Lei lo sa già, è stato lungo, ma ora sei qui, sei arrivato. Lei ha cura di te e ti chiede sempre solo se hai mangiato. Terronia ti offre due mari se hai pazienza e fiato. Li puoi godere insieme da un punto lì in alto

Da lassù scorgi il Tirreno, la Costa degli Dei, Capo Vaticano, Tropea, la Costa Viola e il suo tramonto incantato, quel tramonto che nessuno ha mai spiegato. Scorgi lo Ionio, Roccella, Pietragrande, le Castella, una fortezza lambita dal mare

Pare galleggi. Benvenuti in Terronia, Terronia. Terra che ha insegnato numeri, leggi, bellezza. Benvenuti in Terronia, Terronia. La portiamo addosso, è l'orgoglio che ci resta

Ti racconto della Sila, dell'Aspromonte e del Pollino, dei monumentali e millenari pini loricati, alberi da sempre alla vita aggrappati

E alla roccia legati. E mentre puoi godere della neve su in montagna, giù dove il mare di Ulisse incontaminati luoghi bagna, matura il bergamotto, agrume dolce e profumato, che tra tanti posti ha scelto di crescere qui, isolato.

La storia. Qui non si studia, non si insegna. Qui la storia si respira, la racconta il vento. Nonostante tutto resiste persino al tempo. Guarda Crotone, qui Hera aveva il suo tempio, ma resta un'unica colonna. Erano quarantotto, duemilacinquecento anni ed è ancora lì intatta.

Se volete sapere che gente siamo, guardate quella colonna. Quando ancora si contava con le dita i sassi, la scienza con Pitagora qui muoveva i primi passi

Locri vide le prime leggi scritte in Occidente, mentre Sibari era del mare la città più fiorente. Il mare che per secoli e secoli ha custodito due guerrieri, i più belli dell'antichità. Un giorno qualunque Ariace li ha restituiti a tutta l'umanità

Perché non parlare di Squillace, terra di Enea e dei Romani? La nostra terra salvò i libri tanto cari a Cassiodoro, mentre l'Europa li bruciava, ignara del tesoro

Benvenuti in Terronia, Terronia. Terra che ha insegnato numeri, leggi, bellezza. Benvenuti in Terronia, Terronia. La portiamo addosso, è l'orgoglio che ci resta

A Cosenza l'Accademia e poi Telesio, colui che Bacone chiamò il primo dei moderni. Siamo storia e modernità e così oggi studiamo ancora e siamo culla di scienza e ingegno. E poi c'è la cosa più nostra di tutte, il dialetto, e la ninna nanna di tua nonna

Insegnamenti di tua madre. È l'eredità di popoli e culture diverse che hanno chiamato questa terra Magna, Enotria, Italia e poi Calabria. È tutta la nostra storia ancora viva in noi. Non lo possiamo dimenticare, mai

Benvenuti in Terronia, Terronia. Terra che ha insegnato numeri, leggi, bellezza. Benvenuti in Terronia, Terronia. La portiamo addosso, è l'orgoglio che ci resta. Benvenuti in Terronia, Terronia. La portiamo addosso, è l'orgoglio che ci resta.

Fatelo girare. E scrivetemi: quale verso vi è rimasto addosso?

Partecipa
Le due voci digitali del progetto

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È la voce digitale maschile che attraversa i territori, racconta l’innovazione del progetto e mette in relazione Comuni, Compagnie, Custodi ed Enti.

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