Parlanti anziani
Custodiscono parole, suoni e storie che nessun documento possiede.
Una Calabria plurale, non uniforme
Il progetto funziona soltanto se mette insieme generazioni, territori, competenze, minoranze storiche e comunità che oggi vivono la Calabria.
Ognuno ha una missione
Custodiscono parole, suoni e storie che nessun documento possiede.
Registrano, contestualizzano e riportano la lingua nella vita quotidiana.
Trasformano la raccolta in ricerca, cittadinanza e sfida di squadra.
Attivano i Comuni, organizzano missioni e coinvolgono i parlanti.
Aiutano a distinguere varianti, fonti, usi e ricostruzioni dubbie.
Permettono a chi non usa la tecnologia di consegnare comunque la propria voce.
Le comunità linguistiche
L’Atlante deve offrire percorsi riconoscibili e autonomi alle comunità arbëreshe, grecaniche e occitane, e aprirsi alle lingue delle nuove comunità che fanno parte della Calabria contemporanea.
Raccolta con parlanti, scuole, associazioni e comunità locali.
Audio, lessico, racconti e trasmissione fra generazioni.
Un percorso dedicato che non venga confuso con altre parlate.
Le comunità contemporanee possono documentare il loro rapporto con il territorio.
Fonda una squadra locale
Un parlante, uno studente, un insegnante, un’associazione e un validatore bastano per aprire missioni, conquistare punti e far salire il territorio.
Parlate locali e comunità linguistiche entrano in AI Calabria senza essere uniformate o ridotte a una sola voce.